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Studio Legale #Alfonsi

Lo studio legale Alfonsi, fondato a Milano nel 1961 e trasferitosi a Roma nel 1968, è ubicato al piano terra di un edificio signorile in cortina degli anni ’60. L’impianto dell’appartamento è lineare. Dall’ingresso, su cui affaccia l’attuale stanza della segreteria, parte il corridoio, spina di distribuzione degli ambienti.

Tutte le altre stanze si affacciano invece verso i giardini privati dei palazzi circostanti.

L’illuminazione naturale era scarsa: pertanto era necessario giocare con l’illuminazione artificiale, con il colore delle pareti e con l’ accostamento di alcuni arredi esistenti degli anni ’60 in stile Rinascimento (in voga negli studi legali e notarili di quegli anni) ad altri nuovi, bianchi, dalle linee contemporanee ed estremamente lineari.

Il progetto, a livello murario, ha previsto solo una piccolissima modifica, ma l’immagine finale è sostanzialmente cambiata grazie ad un radicale restyling che ha interessato i pavimenti, i colori tenui scelti per le tinte, l’illuminazione, la decorazione e la disposizione di vecchi e nuovi arredi.

L’intera superficie pavimentale dell’immobile è tata rivestita con un parquet di rovere.

I colori scelti per ciascuna stanza sono: un grigio chiarissimo su tre pareti accostato ad un tortora-marrone chiarissimo sulla quarta parete (alle spalle delle diverse sedute).

La grande nicchia in corridoio viene evidenziata lateralmente e superiormente con una tinta grigio scuro e, al suo interno, ospita una gigantografia con un tema naturale: l’effetto che si crea è quello di uno sfondamento della parete, ovvero quello di una grande finestra verso l’esterno, verso uno spazio verde proprio lì, nel corridoio, dove l’appartamento non ha alcun affaccio reale ed utile.

Per i soffitti il colore dominante è il bianco, ad eccezione della zona dell’ingresso.

Qui è stato creato un controsoffitto costituito da una cornice ribassata tutt’intorno che nasconde internamente una sagomatura in cui trovano alloggio strisce strip-led con temperatura di colore bianco caldo. Completano l’illuminazione di questo ambiente una grande lampada circolare a sospensione in tessuto ed una abat-jour in vetro e tessuto posta sul tavolino della zona di attesa.

I tre tipi di luce creano così tre diversi effetti di luce.

Nel corridoio, tramite il ribassamento del controsoffitto, si è voluto giocare nuovamente con la luce. In particolare, l’asola nel controsoffitto –al di sopra della nicchia con la gigantografia– nasconde un’illuminazione a led: si finge così una illuminazione naturale reale, come provenisse dalle strette finestre più in alto (dalle quali in realtà arriva una luce naturale debolissima).

In questo modo è esponenzialmente aumentato l’effetto cercato: quello di una finestra sul verde illuminata dal sole.

Per le stanze (segreteria, stanza delle riunioni e stanza di ricevimento) è stato appositamente scelto un linguaggio comune: dato che è stata un’espressa richiesta della committenza quella di mantenere le scrivanie ed alcuni pezzi di arredamento già esistenti nello studio (in stile Rinascimento e molto scuri), l’ambientazione generale doveva essere il più possibile leggera ed ordinata.

Sono sempre alla ricerca di più luce e spazio.

Santiago Calatrava
COMMITTENTEPrivato
CATEGORIABusiness
ANNO2014
PHOTO CREDITSValeria Trasatti